Etica - Significato - Differenza con la morale - Psicologia e benessere (2022)

L’etica è la disciplina che cerca di studiare e definire in modo oggettivo e razionale regole che consentano di distinguere i comportamenti umani in buoni (o giusti) e cattivi (o sbagliati).

L’ultima parte della definizione è spesso riassunta nella contrapposizione fra ciò che è bene e ciò che è male. Non a caso viene spesso affiancata al concetto di moralità, l’etica come comportamento morale.

Differenza con la morale

Questa consuetudine non è del tutto corretta; infatti l’aggettivo razionale che compare nella prima parte della definizione serve proprio a distinguere fra morale (insieme dei valori e regole di vita di un soggetto o di un gruppo) ed etica propriamente detta, termine con cui si vogliono, razionalmente, fissare i comportamenti leciti in maniera oggettiva. In altri termini, spesso morale ed etica sono impiegati come sinonimi senza percepire la piccola, ma sostanziale differenza: la morale è l’insieme di norme e valori di un soggetto (o di un gruppo), mentre l’etica, oltre a considerare questo insieme, riflette razionalmente su di esso. La morale considera le norme e i valori come dati di fatto, mentre l’etica cerca di darne una spiegazione razionale e logica. Per la morale di un soggetto “uccidere è sbagliato” mentre l’etica cerca di spiegare anche il perché.

L’etica oggettiva: esiste?

Nonostante il fallimento della filosofia in senso classico (la scienza di tutte le scienze, con la presunzione di dare risposte a tutti i più grandi enigmi dell’esistenza) che ha riguardato anche l’etica e la sua oggettività, molti pretendono di arrivare a una definizione oggettiva dell’etica con la semplice razionalità, evidenziando la sostanziale equivalenza dei termini oggettivo e razionale. Questo atteggiamento è alla base dell’errore assiomatico (un assioma è una proposizione che viene assunta come vera perché ritenuta evidente).

Ogni teoria deve riconoscere punti fermi, verità non dimostrate che sono assunte come vere e dalle quali razionalmente e senza commettere errori logici si desumono tutte le altre proposizioni. Purtroppo in campo etico questi “punti fermi” non sono affatto generalizzabili, anche se all’interno di gruppi omogenei possono essercene molti in comune, rendendo possibile lo scambio e la discussione su temi etici.

Èpurtroppo abbastanza comune, fra le persone, discutere di questioni etiche senza aver prima verificato di avere una comunanza di assiomi (confusione intersistemica). Così capita di voler smontare la tesi dell’interlocutore usando i propri assiomi: siamo molto soddisfatti della nostra grande capacità razionale, quando in realtà stiamo commettendo un grave errore logico. È evidente che se giochiamo secondo le nostre regole (quelle del nostro sistema) una proposizione dell’altro può essere “sbagliata”, ma è scorretto averne dimostrato una scorrettezza universale, abbiamo solo dimostrato la sua scorrettezza nel “nostro” sistema.

Cerchiamo di spiegare la confusione intersistemica con due esempi.

(Video) Umberto Galimberti, discorso sulla morale

Esempio dei credenti – Un musulmano e un cristiano si trovano a discutere di questioni morali. Il cristiano (musulmano) cerca di convincere l’altro che la sua etica è quella giusta dicendo continuamente: “Gesù (Maometto) ha detto che…”. È evidente la confusione intersistemica. Il musulmano (cristiano) potrà contestare le tesi dell’altro semplicemente dicendo “ma io non credo che Gesù (Maometto) sia fonte di verità assoluta”. L’esempio religioso mostra chiaramente che non si vede che stiamo usando un assioma (che per l’altro può non essere valido) perché siamo vittime di un errore razionale (argumentum ab auctoritate: ciò che dice X è vero) e come sia scorretto pretendere che i nostri assiomi valgano anche per l’altro.

Esempio del killer – Quanto finora detto sembra essere veramente disincentivante, una specie di impossibilità a parlarsi. In realtà non è così. Io posso dimostrare all’altro che sbaglia non usando i miei assiomi, ma usando i suoi, e facendolo arrivare a conclusioni per lui assurde (tecnica del Ma se…). Se è persona razionale, rivedrà i suoi assiomi e magari si avvicinerà ai miei. Supponiamo che voglia convincere un killer che la sua morale è sbagliata (se mi pagano io uccido, è il mio lavoro). Il modo scorretto (errore intersistemico) è quello di cominciare dicendogli “ma uccidere è male…”: sto cercando di convincerlo usando le “mie” regole. Il modo giusto è questo: “OK, se ti pagano tu uccidi. Tu ricevi una busta con un nome e un acconto, vai e uccidi, poi ricevi il saldo sul tuo conto nelle Isole Cayman. Giusto? Vorrei fare un contratto con te, ecco la busta e l’acconto, secondo le tue tariffe”. Lui apre la busta e scopre che c’è scritto il suo nome. Probabilmente tenterà un “eh, ma così non vale”. Con molta pazienza incominciate a fargli notare che ha dovuto cambiare la regola (aggiungendo per esempio un “tranne me stesso”) e trovate una nuova falla nel suo sistema che ha appena ridefinito ecc.

Gli errori comuni

Nella ricerca di un’etica oggettiva (soprattutto con lo scopo di opporsi al relativismo morale o addirittura all’assenza di regole morali) si possono scegliere sostanzialmente due strade sbagliate:

  1. Si sceglie un’etica rivelata (lasciando a Dio il compito di spiegarci cosa sia giusto o sbagliato), proveniente cioè da una religione rivelata; come detto sopra, per un credente di un’altra religione, per un ateo o un agnostico quell’etica non ha alcun pregio.
  2. Si sceglie una formulazione etica di facile comprensione, spesso a effetto (etica semplicistica). Il ragionamento (sbagliato) è più o meno il seguente: questo principio (o questo insieme di principi) mi sembra inattaccabile, mi basta questo per essere sicuro che possa valere per tutti! Da un punto di vista psicologico, chi elabora un’etica semplicistica lo fa spinto da una grande carica morale, sulla quale spesso poggia (giustamente) la sua autostima. In alcuni casi è palese la mancanza di coerenza e non è difficile trovare casi in cui regola morale crolla (in genere il proponente incomincia ad arrampicarsi sugli specchi per gestire tutte le eccezioni che diventano sabbie mobili dalle quali non sa più uscire). Se la scelta è più ragionata e intelligente, come vedremo, tale strada porta spesso a una notevole incompletezza etica. In entrambi i casi, per quanto la formulazione sia semplice (al limite una frase), non si può pretendere che valga come assioma universale.

Etica e Neocinismo: la coerenza

Nel caso di etica semplicistica, caso banale di formulazione etica incoerente è quella che ha come unica massima “Ama il prossimo tuo come te stesso“. Un caso più complesso è rappresentato da tutte le varie forme del discorso della montagna, la regola d’oro dei cristiani: Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro (Matteo 7:12). Molti cristiani (e non cristiani che hanno scelto la regola perché a prima vista inattaccabile) non si accorgono che questa regola promuove proprio il relativismo morale che loro condannano: se applicata, ci saranno tante morali quanti sono gli uomini! Gesù intuì l’importanza della reciprocità nell’etica, ma enunciò il precetto in modo totalmente devastante: se i nostri desideri sono “sbagliati” è il caos totale. Pensiamo a questo banale caso: io vorrei che la persona che amo mi ami. In base alla regola, sarei costretto ad amare anche chi mi ama, ma che io non amo. Oppure, vorrei che il professore mi promuovesse; quando diventerò professore, promuoverò tutti! La regola è un modo molto ingenuo di codificare una morale.

(Video) 3. Lo psicologo: chi è, cosa fa, codice deontologico

Dovrebbe essere ormai chiaro che cercare assiomi comuni e globali è del tutto utopistico. Il motivo risiede nel fatto che la realtà è in gran parte costituita da scenari incerti, ogni situazione, ogni ambiente ha mille variabili, condizioni al contorno, eccezioni, casi particolari ecc. In genere chi crede in un’etica oggettiva non fa altro che semplificare la realtà molto rozzamente, dando molte cose per scontate e ignorando dissonanze cognitive palesi. Poiché la realtà è in gran parte incerta, e poiché la definizione dell’etica non può che essere razionale, il Neocinismo non fa altro che applicare all’etica la teoria della scelta razionale:

un’etica è razionale se è coerente.

Per il Neocinismo, cioè etica e coerenza (di tutta la nostra vita) coincidono, in tutti i momenti della nostra vita, cioè coerenza fra le azioni e i nostri precetti etici di quel particolare momento in cui l’azione si svolge.

Delusi dall’affermazione? Razionalmente parlando, quanto maggiore è la vostra delusione quanto meno siete razionali!

La completezza

A questo punto, molti sostenitori dell’etica semplicistica non saranno ancora convinti e cercheranno di “complicare” la regoletta di partenza, sicuri comunque di arrivare a qualcosa di oggettivo. Peccato che incorrano nel secondo problema dell’etica: la completezza.

Quando una persona vuole esplicitare la sua morale (cioè renderla cosciente) deve elencare un insieme di regole su cui la morale si basa. Il processo è analogo a quello di un giurista che esplicita la legge in un codice. Senza codice, per quanto il nostro giudice sia bravo, non potrà mai pretendere di applicare la Legge, ma applicherà la “sua legge”, spesso non sempre uguale, dipendente dalla sua personalità e persino dall’umore del giorno in cui giudica. Inoltre non sarà in grado di trasferire efficacemente la legge ad altri. L’insieme di leggi dovrà essere coerente, ma anche completo, cioè gestire tutte le situazioni che normalmente si possono verificare.

Allo stesso modo le regole morali devono gestire positivamente il maggior numero di casi possibili. Vediamo due casi di etica semplicistica che non sono completi.

(Video) Orientamento 2020 - Roma Tre - Cos'è la Filosofia Morale

Primo caso (il buono) – Si consideri, per esempio, una morale costituita da tre regole che mi è stata recentemente sottoposta:

  1. Al di fuori di ogni ragionevole dubbio, l’azione non è dannosa per alcuno, né in modo diretto né in modo indiretto, né nel breve né nel lungo termine? Se sì, allora fermati pure: l’azione è accettabile.
  2. Se la domanda di cui sopra non ha una risposta chiara, immaginati che tutti gli uomini trovandosi in quella situazione, si comportino così: la società che ne risulterebbe ti sembra una società buona, che rispetta l’uguaglianza e con la minor sofferenza possibile? Se sì, allora fermati pure: l’azione è accettabile.
  3. Occorre naturalmente considerare anche tutti i casi in cui non esistendo una scelta “a dolore zero”, bisogna scegliere il male minore, stando attenti a evitare il più possibile l’egoismo.

Dalla lettura delle regole si comprende subito che la preoccupazione maggiore (patosensibilità) è di non ledere gli altri. Altra conclusione immediata è che molti concetti non sono definiti. Cosa vuol dire “male minore”? Cosa vuol dire “più possibile”? Cosa vuol dire “egoismo” (che qui è percepito come negativo in assoluto)?. Ognuno può interpretare il tutto a suo piacimento, la regola 3 rende tutto soggettivo.

Vediamo due semplici casi pratici che smontano le tre regole.

  1. Un genitore riempie di botte un figlio che non studia perché “ciò è per il suo bene”. Dopo la regola 1 deve andare avanti, ma a 2) si fermerebbe perché lui è veramente convinto che i lazzaroni rovinino la società. Anche ammesso che in 2) abbia perplessità, arrivato in 3) ecco che il “male minore” per lui è rappresentato da un po’ di botte al figlio che da grande lo “ringrazierà” per avergli mostrato la “giusta strada”.
  2. Tizio ha la madre che a 70 anni non è più autosufficiente, soffre di Alzheimer. Non sa cosa fare, ma alla fine, applica le regole e decide che è moralmente giusto accoglierla in casa propria (ha moglie e due figli), anziché metterla in una residenza per anziani. Per 20 anni (la madre muore a 90) la famiglia deve prendersi cura di una persona non autosufficiente con un grande sconvolgimento della vita, non solo di Tizio, ma anche della moglie e dei figli. La sua scelta è perfettamente compatibile con le 3 regole, ma è masochistica e rivela il carattere patosensibile delle regole: per molti la scelta è disastrosa e quindi certamente l’etica formulata non è (e non potrà mai essere) universale!

Secondo caso (il politico) – Pensiamo a una persona non credente, ma che assuma come regola morale la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Si sentirà soddisfatto perché molti principi sono largamente condivisibili e avrà la presunzione che possano essere accettati universalmente dal genere umano. In questo atteggiamento si deve comunque notare il germe di un errore razionale (argumentum ad numerum): un concetto è vero o giusto se è condiviso da molti.

Purtroppo la dimensione politica e sociale non è che una dimensione della morale. Per esempio, la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo enuncia solo diritti e non doveri, cioè non considera l’altra faccia della morale. Molte costituzioni considerano anche i doveri, ma di fatto lasciano ampi buchi su tutto ciò che “è legale, ma non morale”. Per esempio, un soggetto che ritenga la prostituzione poco etica non può rifarsi a tali testi perché, a meno di interpretazioni molto forzate, non troverà un articolo che condanna la prostituzione volontaria.

Inoltre, in molti Paesi tali principi sono sistematicamente violati dalla maggioranza delle persone (per esempio in nome della religione), facendo nuovamente cadere la pretesa di una morale universale.

Le regole d’oro del Neocinismo

Le regole d’oro del Neocinismo (vedasi articolo Coscienza morale) sono un esempio di etica coerente: sono coerenti e complete, non si limitano a citare diritti, ma comprendono anche doveri, descrivono una persona eticamente positiva.

(Video) 21/11/24 - BIOETICA

L’azione morale: etica e società

Certo, ogni individuo può essere soddisfatto di avere una propria etica coerente e completa, ma come conciliare il fatto che è concretamente impossibile arrivare a un’etica totalmente oggettiva (cioè riconosciuta da tutti) con la necessità dell’etica per il corretto funzionamento della società?

Sono infatti palesemente evidenti due fattori:

  • l’etica non può prescindere dall’unificazione delle morali dei vari individui, morali le cui incompatibilità sono un ostacolo insormontabile all’unificazione e quindi alla definizione delle regole etiche.
  • La società ha bisogno di valori etici per un corretto funzionamento e per la definizione di regole pratiche (la legge ne è un esempio).

È abbastanza evidente che quando la società è formata da gruppi incompatibili (per me è un diritto ciò che per te è un delitto, principio di incompatibilità) il rischio di tensioni è molto forte, anche perché in genere le due parti commettono continuamente errori intersistemici per dimostrare che “hanno ragione”.

La teoria della scelta razionale ci dice cioè che

una condizione facilitante per una società è quella di essere formata da gruppi compatibili.

Ecco quindi che, anziché cercare un’etica oggettiva, la nostra azione deve tendere ad allargare ad altri i nostri convincimenti etici, a sondare la compatibilità con chi ci è vicino, a smussare le incompatibilità. La nostra azione non deve avvenire ordinando agli altri la nostra etica, ma consigliandola perché di fatto promuove, per esempio, un miglioramento sociale o della qualità della vita dei singoli (visione eudemonistica dell’etica, cioè coincidenza del bene con la felicità).

FAQs

Cosa vuol dire etica morale? ›

In altri termini, spesso morale ed etica sono impiegati come sinonimi senza percepire la piccola, ma sostanziale differenza: la morale è l'insieme di norme e valori di un soggetto (o di un gruppo), mentre l'etica, oltre a considerare questo insieme, riflette razionalmente su di esso.

Cos'è l'etica di una persona? ›

Che cos'è l'etica

È in quest'attività che l'uomo si realizza come essere morale, facendo cioè delle scelte. A differenza degli animali, infatti, l'uomo si assume la responsabilità della sua esistenza.

Quali sono i principi etici? ›

Il rispetto dei principi etici della trasparenza, onestà, correttezza, sono posti a tutela del mercato e della buona fede dei consumatori, a garanzia dei valori della concorrenza leale e della lealtà commerciale.

Che materia è etica? ›

28Si è detto che l'etica studia i comportamenti umani che hanno una rilevanza morale, ossia in quanto sono giusti o ingiusti, buoni o cattivi e rendono colui che li compie buono o cattivo. Al centro della vita morale c'è dunque la questione del bene (e del male, come suo contrario).

Qual è la differenza tra etica e morale? ›

Spesso etica e morale sono usati come sinonimi e in molti casi è un uso lecito, ma è bene precisare che una differenza esiste: la morale corrisponde all'insieme di norme e valori di un individuo o di un gruppo, mentre l'etica, oltre a condividere questo insieme, contiene anche la riflessione speculativa su norme e ...

Qual è la morale? ›

s. f. a. Insieme di consuetudini e di norme riconosciute come regole di comportamento da una persona, un gruppo, una società, una cultura: m. collettiva, individuale; secondo la m.

Perché l'etica è importante? ›

Grazie ai valori etici fondamentali del rispetto e della correttezza, l'etica funge da diga morale, per arginare le conseguenze potenzialmente catastrofiche di un egoismo dilagante.

Quanti tipi di morale ci sono? ›

Esistono poi due tipi di morale: quella religiosa, dove sicuramente l'efficacia della norma proviene in assoluto da Dio, e quella laica che sostiene come l'esistenza di norme morali possa esistere anche in assenza di Dio, dal momento che le norme si basano sulla natura dell'uomo.

Quanti sono i morali? ›

I denti permanenti sono più di quelli da latte: la maggior parte degli adulti ne ha 32, suddivisi in otto incisivi, quattro canini, otto premolari e 12 molari (inclusi i quattro denti del giudizio).

Quali sono i valori etici e morali? ›

Se si dovesse fare l'elenco dei valori morali probabilmente la stragrande maggioranza delle persone includerebbe: amicizia, amore, bontà, buonsenso, coerenza, coraggio, educazione, fedeltà, fraternità, gentilezza, gratitudine, lealtà, onestà, saggezza, sincerità.

Cosa vuol dire eticamente? ›

agg. le Relativo ai valori morali del rispetto dell'ecosistema. Secondo la Cgil, «solo con il rilancio di politiche economiche fondate su uno sviluppo eticamente sostenibile e con un ruolo delle istituzioni, attivo... ...

Dove nasce l'etica? ›

Il termine è stato introdotto nel linguaggio filosofico da Aristotele e deriva da una parola greca che significa “comportamento, costume”. E' la riflessione intorno al comportamento pratico dell'uomo, ai principi che lo devono guidare e al problema di dove trarre questi principi.

Chi ha inventato l'etica? ›

Per questo 'etica' è usata spesso per indicare le considerazioni sui principî che ispirano una morale: in questo senso si usano espressioni come 'etica della responsabilità'. Questa sistemazione trae origine dal fatto che l'etica come disciplina specializzata è stata 'inventata' dai Greci o, meglio, dai filosofi greci.

Cos'è la morale in psicologia? ›

La tradizione comportamentista considera la morale, intesa come “ciò che riteniamo giusto e ciò che riteniamo sbagliato” come frutto di abitudine, di imitazione e di apprendimento: è il comportamento che genera il pensiero giusto/sbagliato.

Dove troviamo la morale? ›

La morale di una storia

Questo avviene , per esempio, nelle favole, in alcune fiabe, nelle parabole, in certi aneddoti. L'autore scrive con un rigoroso scopo educativo, morale. Egli non scrive una storia che suggerisce considerazioni al lettore, ma il racconto ha lo scopo di trasmettere un certo insegnamento.

Chi fa la morale? ›

moralista [der. di morale] (pl. m.

Cos'è un principio morale? ›

che è relativo al comportamento ed al giudizio che ognuno stabilisce tra ciò che è bene e ciò che è male; Sostantivo.

Quanti sono i molari nell'uomo? ›

I denti permanenti sono invece trentadue: otto incisivi, quattro canini, otto premolari e dodici molari.

Come si chiamano i 4 denti davanti? ›

I 4 incisivi sono dapprima presenti come denti da latte o decidui e poi sostituiti da quelli definitivi. CANINI I canini sono posizionati subito dopo gli incisivi e prima dei premolari, sono 2 per ogni arcata, in totale 4.

Qual è il dente 15? ›

I premolari superiori di destra sono il 14 e il 15, i superiori di sinistra 24 e 25, gli inferiore di sinistra 34 e 35, gli inferiori di destra 44 e 45. I molari si suddividono così: superiori di destra 16 e 17, i superiori di sinistra 26 e 27, gli inferiori di sinistra 36 e 37, gli inferiori di destra 46 e 47.

A cosa servono i valori morali? ›

I valori morali sono essenziali per poter distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è, o ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. A volte i valori morali e i valori etici possono essere confusi, ma sono diversi.

Cosa è un problema etico? ›

Una questione etica è definita, in buona forma, da una situazione problematica di un individuo che non ha la capacità razionale di scegliere una azione o motivare sensatamente una scelta, per mancanza di informazioni o di valori morali di riferimento.

Quali sono i valori etici e morali? ›

Se si dovesse fare l'elenco dei valori morali probabilmente la stragrande maggioranza delle persone includerebbe: amicizia, amore, bontà, buonsenso, coerenza, coraggio, educazione, fedeltà, fraternità, gentilezza, gratitudine, lealtà, onestà, saggezza, sincerità.

Perché l'etica è importante? ›

Grazie ai valori etici fondamentali del rispetto e della correttezza, l'etica funge da diga morale, per arginare le conseguenze potenzialmente catastrofiche di un egoismo dilagante.

Quanti sono i principi etici? ›

I quattro principi

Il modello riconosce quattro principi morali che devono essere usati come base per giudicare i problemi di bioetica e che possono essere diversamente pesati in base alle circostanze.

Quanti tipi di morale ci sono? ›

Esistono poi due tipi di morale: quella religiosa, dove sicuramente l'efficacia della norma proviene in assoluto da Dio, e quella laica che sostiene come l'esistenza di norme morali possa esistere anche in assenza di Dio, dal momento che le norme si basano sulla natura dell'uomo.

Spieghiamo le principali differenze tra etica e morale. Sebbene in molti casi le parole morali ed etiche siano chiamate quasi sinonimi, ognuna ha connotazioni diverse e si rivolge a diverse aree della condizione umana.

Solo una persona che agisce al di fuori della sua sfera culturale, una persona che non ha le sue convinzioni per relazionarsi adeguatamente con un ambiente che gli è estraneo, o con una doppia personalità.. I valori che costituiscono la moralità si formano e si esprimono nell'ambiente personale o intimo dell'individuo, mentre l'etica è praticata in interazione con gli altri membri della società.. La moralità è un insieme di principi e regole che possono essere derivati ​​da un codice di condotta ottenuto da una particolare religione, filosofia, cultura o gruppo familiare.. Etica vs. Morale.. Guida etica Estratto da bbc.co.uk L'etica è una scienza.

L'etica è la disciplina filosofica che studia il comportamento umano in termini di ciò che è corretto e ciò che non lo è, buon vivere, virtù, dovere o felicità. È un aspetto filosofico con una fort...

L'etica è la disciplina filosofica che studia il comportamento umano in termini di ciò che è corretto e ciò che non lo è, buon vivere, virtù, dovere o felicità.. l'etica è la branca della filosofia che studia il comportamento degli esseri umani stabilendo cosa si intende per "buono" e cosa per "cattivo" .. Questa disciplina è responsabile dello studio della moralità, della virtù, del dovere e persino della felicità, sebbene ciascuno di questi aspetti varia a seconda del campo in cui si sviluppa l'etica e della situazione in cui viene applicata.. Come parte della filosofia che è, l'etica può essere suddiviso in tre rami principali: metaetica, etica normativa ed etica applicata .. All'interno della metaetica si riconoscono due principali filoni di studio:. L'etica normativa si basa su analisi a priori .. Cerca di determinare a priori le proprietà degli atti che dovrebbero essere considerati giusti o sbagliati, cosa significano i giudizi morali, cosa è un vita virtuosa… Uno dei problemi principali dell'etica filosofica è stabilire il significato dei giudizi morali e se hanno valore di verità.. All'interno dell'etica normativa si possono trovare tre linee di ricerca principali:. Teorie del dovere: dette anche deontologie, le teorie del dovere si basano su principi imperativi come l'adempimento delle responsabilità, indipendentemente dalle conseguenze che portano.. Come etica principale all'interno dell'etica normativa possiamo citarne due: religiosa e secolare.. Alcune di queste controverse questioni etiche possono essere l'aborto, l'eutanasia, la maternità surrogata, la fabbricazione e l'uso di armi nucleari.... Potresti essere interessato: "Etica del lavoro: cos'è, funzioni ed esempi". Etica medica Visto che abbiamo appena parlato del giuramento di Ippocrate, parliamo di etica medica.. Etica professionale L'etica aziendale riflette su scenari controversi nella responsabilità aziendale.

etica Anna Lisa Schino Costruire un mondo di valori Etica è sinonimo di morale. Lo attesta la comune radice etimologica: etica viene dal greco èthos, morale viene dal latino mos: entrambi i termini vogliono dire appunto "comportamento, costume". L'etica è quindi la scienza dei costumi, ma non nel senso che descrive i modi di vivere e le abitudini degli uomini, bensì nel senso che indaga la volontà e le azioni dell'uomo come essere libero e razionale, capace di dare a sé stesso un insieme di v

Etica è sinonimo di morale.. L'etica è quindi la scienza dei costumi, ma non nel senso che descrive i modi di vivere e le abitudini degli uomini, bensì nel senso che indaga la volontà e le azioni dell'uomo come essere libero e razionale, capace di dare a sé stesso un insieme di valori e di norme da rispettare.. È in quest'attività che l'uomo si realizza come essere morale, facendo cioè delle scelte.. Il criterio del bene si fonda sul riconoscimento dell'ordine cosmico e resta legato alla conoscenza delle idee: il massimo bene per l'uomo è innalzarsi alla loro contemplazione , senza ulteriori fini pratici.. Questa tesi platonica avrà grande seguito nella cultura occidentale, introducendo un elemento di ascetismo : innalzarsi al mondo delle idee significa infatti dedicarsi a una vita pura di conoscenza, mettendo da parte sentimenti ed emozioni e ogni legame con il mondo sensibile.. Il bene per l'uomo è costituito dalla piena realizzazione di sé stesso e quindi nel perfetto funzionamento della sua parte razionale.. Ma è soprattutto Immanuel Kant il punto di riferimento dell'etica moderna.

etica Termine introdotto da Aristotele per designare le sue trattazioni di filosofia della pratica; indica quella parte della filosofia che si occupa del costume, ossia del comportamento umano. Salvo che in alcuni filosofi (per es., in Hegel), e. è sinonimo di morale, in quanto i due termini si riferiscono alla disciplina che si occupa del «Costume» (gr. ἦϑος; lat. mos). In senso ampio, l’e. può essere intesa come quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento uman

Il cosiddetto intellettualismo etico di Socrate (cioè il concetto che chi conosce il bene lo fa, e chi non lo fa agisce in tal modo non per libera scelta ma per ignoranza del vero bene) va inteso non tanto come teoria di un conoscere che determina irresistibilmente l’azione, quanto come teoria che non intende sovraordinare l’intelletto alla volontà, la conoscenza del bene alla realizzazione di esso, bensì rilevare che autentica conoscenza del bene è solo quella che è già per sé stessa amore e volizione del bene, e non inerte contemplazione di esso.. Da una parte, la concezione dell’idea come fine dell’azione conservò un’importanza tale da presentare tutto il sistema delle idee come piramide di specificazioni progressive della idea suprema del bene e da orientare verso di esso teleologicamente il mondo e, dal punto di vista delle passioni, l’uomo, il quale viene spinto dal miglior ἒρος a una sempre maggiore attività contemplativa delle idee.. L’edonismo instaurato da Epicuro fu invece anzitutto esigenza di liberazione dell’uomo dal timore di superiori fini, o volontà, che dominassero il mondo: attribuì agli dei, in nome della loro perfezione, una beata inerzia e disinteresse, e concepì la natura, per poterne escludere ogni elemento teleologico, sullo schema dell’atomismo democriteo, cercando insieme di evitare, con la teoria della casuale deviazione degli atomi, la ferrea necessità meccanica in cui quello veniva a cadere.. Ne è un esempio l’esaltazione della virtus come attività puramente umana e civile, che accetta i limiti terreni e si distacca da ogni preoccupazione metafisica: l’affermazione di questa virtus è alla base di ogni celebrazione umanistica della dignitas hominis , e trova il suo massimo riconoscimento in Machiavelli, che stacca l’azione politica da quella morale; un ulteriore esempio è offerto dalla fortuna dell’edonismo epicureo, da Valla ai libertini del Cinquecento e Seicento.. La condotta dell’uomo è oggetto di un’accurata, ed essenzialmente pessimistica, analisi da parte dei grandi moralisti francesi del Cinquecento e Seicento (Montaigne, Charron, La Rochefoucault, e anche Pascal) che mettono in luce la fondamentale fragilità della natura umana e il relativismo di valori profondamente condizionati dalla «coutume», cioè dalla cultura e dalla società.. Per Locke l’obiettivo delle norme etiche, che si formano in relazione a esperienze di piacere e di dolore, è quello di permettere la conservazione della società e di garantire il rispetto reciproco delle libertà e dei diritti fondamentali dell’individuo.. : così nell’idealismo etico di Fichte trova pieno sviluppo il concetto kantiano di libertà, ponendo come suprema norma etica l’obbedienza alla pura convinzione razionale della propria coscienza; Hegel invece, in polemica col soggettivismo romantico e il rigorismo kantiano, vede il superamento della moralità individuale nell’eticità che lo Stato incarna e alla quale il soggetto deve sottostare se vuole elevarsi, sopra la sua singolarità, alla sfera dell’ἧϑος.. Il discorso etico di Moore (intuitività e oggettività dei giudizi morali: introduzione del concetto di quasi-proprietà per predicati come ‘buono’, impossibilità di fornire una definizione riduzionistica di predicati morali, pena la «fallacia naturalistica») che aveva esercitato, con la sua impostazione analitica, notevole influenza nell’ambito anglosassone, è stato rimesso totalmente in discussione dalla radicale critica neopositivistica, rappresentata soprattutto da Ayer.. Di fronte all’impossibilità di ricomprendere nell’ambito della filosofia neopositivistica qualsiasi discorso di tipo non strettamente scientifico, quello etico in partic., si è tentato, soprattutto in Inghilterra, nel periodo immediatamente seguente alla Seconda guerra mondiale, il recupero del linguaggio etico alla dimensione del linguaggio significante, mettendo a punto una serie di tecniche analitiche che assumono come base di partenza il linguaggio comune.. Se da una parte le teorie dei diritti concepiscono le proprietà morali in termini di rispondenza a un’oggettività pratica, dall’altra lo sviluppo della teoria utilitarista ha spinto a formulare concezioni realiste di tipo naturalistico: si è ritenuto che la storia naturale dei modelli di condotta morale assuma l’aspetto di una rivendicazione di benessere per un numero sempre maggiore di individui (così D.O.

Quali sono le differenze tra etica e morale? Sono concetti simili ma dovrebbero essere chiariti. In questo articolo ti diciamo come sono diversi.

L'etica è considerata ha avuto origine ai tempi dell'antica Grecia ; la filosofia di Platone e quella di Aristotele, così come lo stoicismo o l'epicureismo, sono alcune delle prime manifestazioni dell'uso di questo termine.. La moralità è definita come l'insieme di norme che governano il comportamento delle persone che fanno parte di una data società, in modo che possano contribuire al mantenimento della stabilità e della struttura sociale .. Il concetto di moralità è solitamente correlato al rispetto delle leggi implicite ed esplicite di un gruppo sociale, che vengono trasmesse agli individui all'interno del processo di socializzazione a cui sono sottoposti durante il loro sviluppo.. Man mano che le società diventavano più complesse, le norme di interazione che le strutturavano si sarebbero progressivamente trasformate in regole morali e leggi esplicite, soprattutto con l'apparenza della scrittura.. La moralità è responsabile di determinare quali comportamenti sono appropriati e quali non sono in un dato contesto, mentre l'etica si riferisce ai principi generali che definiscono quali comportamenti sono vantaggiosi per tutte le persone.. L'etica è una disciplina normativa e la moralità è descrittiva ; quindi, l'etica differisce dalla moralità in quanto cerca di definire comportamenti corretti, piuttosto che quelli accettati da una società.. In altre parole, se l'etica è un elemento piuttosto statico che serve da riferimento per comprendere il tipo di comportamenti che regolano il funzionamento della società in un dato contesto, la moralità viene applicata in natura, tenendo conto di tutto ciò che interviene nella decisione di agire in un modo o nell'altro.. L'etica è a livello di teoria, cercando di trovare principi generali che favoriscano l'armonia tra le persone.. Con contro, la morale cerca di applicare le regole determinate dall'etica a un gran numero di situazioni specifiche, secondo la descrizione di ciò che accade in ciascun caso.. Gli standard etici sono sviluppati da persone specifiche attraverso la riflessione e la valutazione di ciò che è inteso dalla natura umana.. La moralità è la generalizzazione di quel tipo di descrizione di ciò che è buono e ciò che è cattivo, il suo modo di formare un'astrazione su ciò che dovrebbe essere fatto e ciò che dovrebbe essere evitato.. Come abbiamo detto, l'etica parte dalla riflessione individuale, mentre la morale ha una natura più faticosa e coercitiva : se una persona non rispetta le norme sociali, è probabile che riceva una punizione, sia essa sociale o legale, poiché la moralità non può essere creata da una singola persona, ma ha a che fare con idee condivise su ciò che è bene fare e ciò che è male o cosa, anche, dovrebbe essere un motivo per la punizione.. Con contro, la morale varia a seconda della società; I comportamenti che possono essere accettati in alcuni gruppi sociali, come la violenza di genere o lo sfruttamento dei minori, sarebbero considerati immorali da persone di altre società, oltre che da un punto di vista etico.

"Un uomo senza etica è una bestia selvaggia che vaga libera in questo mondo". (Albert Camus) - Frasi, citazioni e aforismi su etica e morale.

Non è la ragione che ci dà una guida morale, è la sensibilità.. I bambini cominciano tutti con la metafisica, gli adolescenti continuano con la morale, e noi adulti finiamo con la logica e la contabilità.. Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.. La morale del puro dovere è morale dissanguata, o morale che non ha finito di crescere.. La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità.. Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la ‘cultura’ con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l’ideologia con la nostra ideologia.. Chi ha il coraggio di stropicciarsi per bene gli occhi una buona volta e vedere in che modo tutta l’immoralità è venuta in questo mondo, rimarrà abbagliato dalla scoperta che il male l’ha causato tutta la morale di questo mondo.. La morale è fatta per gli uomini, non gli uomini per la morale.. Questa è un’altra frase di Kant che fa, che riproduce esattamente con un altro linguaggio quello che Gesù Cristo aveva detto: il sabato è fatto per gli uomini, non gli uomini per il sabato. (Umberto Galimberti). La differenza tra la morale e la politica sta nel fatto che per la morale l’uomo è un fine, mentre per la politica è un mezzo.. La morale, quindi, non può mai essere politica, e la politica che sia morale cessa di essere politica.. La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.. La moralità non è un sistema determinato e rigido… È un compito mai concluso, un qualche cosa che è sempre presente a guidare il nostro discernimento e a ispirare la nostra condotta.. Il fatto che l’uomo sappia distinguere tra il bene e il male dimostra la sua superiorità intellettuale rispetto alle altre creature; ma il fatto che possa compiere azioni malvagie dimostra la sua inferiorità morale rispetto a tutte le altre creature che non sono in grado di compierle.

Jonathan Haidt crede nella genuinità del sentimento morale, che per lui non è un inganno prodotto da stati mentali insensati. Per Jonathan Haidt questa pluralità di valori non è infinita, ma si articola su quatto assi.

A entrambi piace aver fatto l’amore, ma decidono di non farlo mai più.. Qual è l’obiettivo di questo esperimento?. A questo punto, Jonathan Haidt chiedeva alle persone di giustificare i loro sentimenti di condanna o repulsione.. Naturalmente anche nell’articolo di Jonathan Haidt il termine “razionale” è utilizzato secondo il significato moderno di calcolo dei pro e dei contro, dell’utilità e della dannosità pubblica e privata dell’atto.. I risultati di questo esperimento possono essere interpretati in molte maniere.. Jonathan Haidt sostiene semmai che esiste una tendenza universale al giudizio morale immediato, che è differente dal ragionamento ponderato.. Attenzione: il politeismo morale di Jonathan Haidt non cade nell’immoralismo, ma in una sorta di panmoralismo ecumenico, in cui tutti i valori sono altrettanto pieni di una loro onesta e sincera moralità e inoltre sembrano essere in grado di convivere quasi armonicamente.. È giusto notare che il pluralismo morale di Jonathan Haidt non diventa relativismo morale.. La moralità è quindi un’emozione che non si appoggia ad alcun calcolo razionale, ma è un valore in sé.. Jonathan Haidt si fida di quella che lui chiama l’ intuizione morale dell’uomo , e su di essa fonda la sua visione dell’ etica , visione che è al fondo tradizionalista in quanto per lui l’ etica è un valore in sé e non il prodotto di una convenienza utilitarista.. Jonathan Haidt ammette che i valori morali possano essere il prodotto dell’evoluzione, ma per lui questo rimane ininfluente.. Haidt, J.. ( DOWNLOAD FULL ARTICLE ) Haidt & Joseph (2004) Intuitive Ethics: How Innately Prepared Intuitions Generate Culturally Variable Virtues.. ), Social and Psychological Bases of Ideology and System Justification .. Psychological Inquiry, 20, 110-119 ( DOWNLOAD FULL ARTICLE ) Joseph, C.M., Graham, J., & Haidt, J.

Le nozioni di verosimiglianza, probabilità, possibilità, proporzionalità e credibilità, sostenute dalla forma logica dei sillogismi dialettici, stabiliscono relazioni strutturali tra il mondo estetico e il mondo etico, cioè il “sapere p

Per Aristotele – in modo simile al pensiero socratico-platonico – il sapere pratico, volto a esaminare la condotta individuale e sociale dell’uomo, si configura come la conoscenza dei fini dell’agire, nella misura in cui essi sono derivati dall’ideale che si assume come proprio dell’uomo, vale a dire dalla sua essenza o natura necessaria e immutabile.. Aristotele indica in generale il sapere pratico con il termine “politica”.. Il sapere pratico o politico deve quindi individuare il fine proprio dell’agire umano (il “bene in sé”) e i mezzi, sempre legati alla natura umana, per conseguirlo 6 .. Nella trattazione della psicologia, abbiamo visto che sensibilità e intelletto concorrono insieme – sebbene con modalità distinte – alla costituzione della conoscenza, la quale non è altro che applicazione della ragione.. Tale “differenza” psichica corrisponde, sul piano della ragione pratica, a quella molteplicità dei significati dell’essere che abbiamo visto dispiegarsi sul piano della ragione teoretica.. Di conseguenza, Aristotele chiama (1) virtù etiche le condotte che corrispondono all’applicazione “esterna” della ragione, cioè finalizzata alla regolazione dei processi sensitivi; mentre definisce come (2) virtù dianoetiche le condotte propriamente razionali, corrispondenti all’applicazione “interna” e non sensibile della ragione.. Virtù etiche .. In questa prospettiva, l’abitudine esprime la capacità di realizzare, volta per volta, un buon costume rispetto ai casi particolari dell’esperienza.. Come tale, essa è la forma delle virtù etiche.. Mentre le virtù etiche si realizzano mediante la prassi empirica dell’abitudine, le virtù dianoetiche, corrispondenti alla parte razionale dell’anima, sono il frutto dell’esercizio e dell’applicazione del pensiero ( diánoia ).. Se la virtù tipica della ragione teoretica è la sapienza, cioè la capacità di dedurre e giudicare la verità, la virtù che caratterizza la ragione pratica è la invece la saggezza .. Si noti che la deliberazione connessa alla saggezza non stabilisce quali siano i fini da raggiungere, ma solo che cosa dobbiamo fare per raggiungerli.. Tuttavia, nella filosofia pratica la verità non è fine a sé stessa, ma solo un mezzo in vista dell’azione, che è sempre qualcosa di particolare e contingente.

Evodio: So con certezza che altro è vivere ed altro esser coscienti di vivere.Agostino: Quale ti sembra più elevato?Evodio: Certamente la coscienza di vivere.

Nella precedente puntata di questo nostro viaggio nella robotica ho. proposto una definizione operativa, anche se discutibile, di estetica e di. etica:. L’estetica è la percezione soggettiva (ma condivisa) del nostro legame. con l’ambiente, legame caratterizzato da una profonda ed equilibrata armonia. dinamica.. Secondo questa. visione, io starei scrivendo queste cose non perché voglio comunicarle, ma. perché i miei neuroni si trovano in un certo stato.. Comunque, sia i. deterministi sia i probabilisti negano la libertà, quindi negano la. responsabilità, che è uno dei pilastri del nostro vivere in società: non solo. le religioni più diffuse ma anche le legislazioni di (quasi) tutti i Paesi. postulano il libero arbitrio, quindi la responsabilità e la punibilità rispettivamente. del peccato o del reato.. Etica, coscienza e moraleNon è male perché è vietato dalla legge,ma è vietato dalla. legge perché è male Sant'Agostino. Si potrebbe, in questo senso, sostenere che solo le. creature dotate di coscienza posseggono il libero arbitrio e sono in grado di. agire in modo etico.. La mia definizione di etica invece prescinde tendenzialmente. dalla valutazione: etico è ciò che fa bene al sistema complessivo, dove “far. bene” significa “mantenere le condizioni di equilibrio dinamico”, cioè. mantenere il sistema complessivo sano ed equilibrato, cioè capace di continuare. a sussistere, a “vivere”.. Ciò che mantiene la vita, dunque, è. etico.. Per sottolineare il carattere “naturalistico” dei principi etici da me. postulati, li si può far discendere da un'istanza primigenia di conservazione. della vita (nel senso più generale), sia individuale sia collettiva sia. sistemica.. E’ in questo quadro. allargato che si può immaginare di elaborare un’etica che comprenda anche i. rapporti tra uomo e robot, oggi in sede speculativa, ma tra pochissimo tempo. anche in pratica.. Infatti l’equilibrio del sistema complessivo, di cui facciamo parte, e che sta. alla base della mia definizione di etica e di estetica, è dinamico, non certo. statico: perciò etica ed estetica sono storiche ed evolutive e dipendono anche. dagli oggetti artificiali che l’uomo costruisce e che sempre più concorrono a. formare l’ambiente in cui viviamo.

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Basicamente, ética é o comportamento individual e refletido de uma pessoa com base em um código de ética ou de conduta que deve ter aplicabilidade geral.. Moral é, por sua vez, o costume ou hábito de um povo , de uma sociedade, ou seja, de determinados povos em tempos determinados.. A moral é uma espécie de conjunto de hábitos e costumes de uma sociedade .. A moral, em geral, faz-se de acordo com a cultura de um local em um determinado espaço de tempo.. É comum ouvirmos a frase “fulano atentou contra a moral e os bons costumes”, isso porque a moral é uma espécie de norma de conduta social que indica algo qu e é certo ou errado naquela sociedade.. Frida Kahlo é um exemplo de mulher que lutou contra as injustiças de gênero de sua época, questionando normas morais da sociedade onde estava inserida.. Se pensarmos que, até a década de 1930, as mulheres não votavam na maioria das potências republicanas e que, ainda hoje, às mulheres são negados certos direitos básicos, como a liberdade de ir e vir e de se expressar, com base em preceitos morais, podemos tomar como exemplo de norma moral o tratamento dado às mulheres.. A ética preocupa-se com o certo e com o errado, mas não é um conjunto simples de normas de conduta como a moral.. Não é um conjunto de normas em relação ao sexo: isso cabe à moral, pois a primeira é uma questão individual que, se afeta a sociedade, diz respeito a uma má conduta do indivíduo e não ao sexo em si.. Apesar de haver um contexto de ação individual, o indivíduo ético deve procurar fazer o que é o correto, e isso não é um traço subjetivo e individual mas está dentro de um contexto.. É a ética que vai garantir às ações das pessoas a correção moral, sendo que, muitas vezes, uma ação moralmente ética pode não se enquadrar na moral de uma determinada sociedade.

L’ETICA DI ARISTOTELE E DI KANT

L’ETICA DI ARISTOTELE E DI. KANT. L’opera di riferimento per l’analisi di. questo tema l’ Etica Nicomachea , sebbene il pensiero etico di Aristotele. sia sviluppato anche in altri due trattati, la Grande Etica e l’ Etica Eudemia.. Il bene che si ricerca in ambito etico, infatti, non è,. secondo Aristotele, diverso da quello che si ricerca anche in politica: il bene. è pertanto il medesimo per il singolo individuo e per la città.. Aristotele poi, in questa sezione del libro VIII, sostiene che. l’amicizia serve anche alla vita della città, ancora di più forse della. giustizia: quando infatti le persone si amano con amicizia, la concordia della. vita cittadina è assicurata.. L’amicizia è quindi necessaria, ma è anche bella. e piacevole.. Quando infatti lo. Stagirita parla, sia nell’ Etica Nicomachea che nella Politica ,. delle varie forme di governo, fa riferimento alle cosiddette buone. costituzioni, monarchia, aristocrazia, politia, e alle loro degenerazioni,. tirannide, oligarchia, democrazia, la differenza fra le quali è data dal fatto. che le leggi hanno in vista, nelle prime, il bene di tutti i cittadini, mentre. nelle seconde il bene di alcuni di essi soltanto, ed esattamente di coloro che. comandano.

Scopri differenza tra etica e morale laica secondo Hyper Cyber

L'etica è, quindi, sia un insieme di norme e di valori che regolano il comportamento dell'uomo in relazione agli altri, sia un criterio che permette all'uomo di giudicare i comportamenti, propri e altrui, rispetto al bene e al male.. Esistono poi due tipi di morale: quella religiosa, dove sicuramente l'efficacia della norma proviene in assoluto da Dio, e quella laica che sostiene come l'esistenza di norme morali possa esistere anche in assenza di Dio, dal momento che le norme si basano sulla natura dell'uomo.. Espressione che indica una costruzione giuridica alla quale la legge attribuisce dei diritti simili a quelli delle persone fisiche (nome, domicilio, cittadinanza, diritto di acquisire, di amministrare e di cedere un patrimonio).. ... La valutazione morale di un'azione è anche differente dalla valutazione dell'azione dal punto di vista giuridico, sebbene la maggior parte delle azioni illegali siano anche moralmente cattive.. I valori sociali sono un insieme di valori riconosciuti come parte del comportamento sociale atteso dalle persone che fanno parte di una comunità.. Insieme di consuetudini e di norme riconosciute come regole di comportamento da una persona, un gruppo, una società, una cultura: m. collettiva, individuale; secondo la m. ... Con riferimento al rispetto delle norme morali, cioè al comportamento soprattutto di una collettività: m. rigida, m.. Una questione etica è definita, in buona forma, da una situazione problematica di un individuo che non ha la capacità razionale di scegliere una azione o motivare sensatamente una scelta, per mancanza di informazioni o di valori morali di riferimento.. L'etica professionale è dunque l'insieme di regole e di comportamenti che condiziona e limita il potere che ciascuno di noi può esercitare sugli altri e su se stesso nell'esercizio di una professione o di un ruolo.

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Author: Jonah Leffler

Last Updated: 07/14/2022

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